Rassegna Stampa

20 dicembre 2021

Carne bovina, sale la produzione nazionale ma pesa ancora la dipendenza dall’estero

Fonte: ilsole24ore.com

Scordamaglia (Assocarni): i fondi del Pnrr per rafforzare la filiera e recuperare autonomia su tutto il ciclo produttivo fin dalla nascita dei vitelli

In un contesto internazionale dove si rafforza la domanda di carne bovina, l’offerta italiana nei primi 9 mesi del 2021 è tornata a crescere del 3,2% riavvicinandosi ai livelli del 2018. Un trend al rialzo, quindi, dopo la contrazione del 2019 e la tenuta – nonostante il Covid e le lunghe chiusure di bar, ristoranti e mense – del 2020. Anche i prezzi sono in netta ripresa, sia per i capi da macello, con in particolare i vitelloni che a novembre «hanno spuntato le quotazioni più elevate del triennio», sia per la carne all’ingrosso (sempre il vitellone è quotato il 7% in più del 2020). Sul fronte consumi, come già successo lo scorso anno, quelli domestici «hanno in buona parte compensato quelli mancati del fuori casa, così anche nella distribuzione si è assistito a una maggior presenza di prodotto italiano, venduto a prezzi in tenuta, con spunti al rialzo».

Ma gli elementi positivi del quadro dipinto da Ismea in un report appena diffuso, vanno bilanciati con le criticità. Da un lato c’è un problema di redditività con i prezzi di vendita che crescono sì, ma spesso più lentamente rispetto ai costi per energia, materie prime, mangimi e “ristalli” (una quota cospicua degli allevamenti è costituita da vitelli che nascono all’estero, soprattutto in Francia, per essere poi ingrassati in Italia). Dall’altro persiste «la pressione delle produzioni estere, che malgrado il diffuso incremento dei listini si posizionano su prezzi inferiori a quelli delle carni italiane». Non va infatti dimenticato che il grado di autosufficienza del settore – nonostante negli ultimi due anni l’import sia diminuito – supera di poco il 50%, con i bovini che rappresentano il 32% dei consumi di carne in quantità e il 43% in valore (il fatturato del settore ammonta a 6 miliardi).