Rassegna Stampa

22 luglio 2019

Animali drogati per selfie-dipendenti

Fonte: ilsole24ore.com

Felini, elefanti e coccodrilli maltrattati e dati in pasto agli smartphone dei turisti. Le critiche montano, ma la tentazione social è più forte

Usa il filtro Claredon, così la tigre risalta meglio». La ragazza si è già messa in posa, duckface d’ordinanza. Il compagno scatta, rivede la foto, digita qualcosa sulla tastiera. «Postato!». Si alternano abbracciando il felino intorpidito dai tranquillanti, che riesce a malapena ad alzare la testa, ancorata al suolo da una catena d’acciaio. «Facciamoci un selfie insieme!», squittisce lei. I due turisti paiono ignorare le condizioni dell’animale, in stato catatonico. L’importante è trovare l’inquadratura perfetta. Hashtag ? #tigerselfie.

Lo zoo di Phuket, nota destinazione turistica della Thailandia, per l’equivalente di 40 euro a persona offre la possibilità di passare la giornata a scattarsi foto con scimmie, tigri, elefanti e coccodrilli. Una delle tante attrazioni del Paese, nate per soddisfare la manìa da selfie della gente: un ritratto mentre si lava un elefante o durante un safari sul dorso del pachiderma, uno scatto accanto a scimpanzé che fanno finta di praticare la thai box o con tre pitoni al collo, oppure un bel selfie da usare su Tinder a cavalcioni di una delle 8mila tigri tenute in cattività in Asia a scopo di lucro.