Rassegna Stampa

04 febbraio 2020

«A rischio la filiera del food italiano» Importatori Usa contro i nuovi dazi

Fonte: ilsole24ore.com

Per gli operatori inevitabili la chiusura di molte aziende o rincari per i consumatori. In 24mila hanno espresso il loro parere rispondendo a una consultazione online

No a nuovi dazi su prodotti food & wine italiani, dopo quelli addizionali del 25% applicati dal 18 ottobre scorso su formaggi, salumi e liquori (rincarati rispetto a quelli già applicati su alcuni beni, come i formaggi) e in previsione di una possibile nuova estensione delle tariffe doganali paventata entro il 15 febbraio. Gli americani che lavorano orgogliosamente con prodotti made in Italy chiedono a gran voce al loro Governo di non calcare la mano, pena la chiusura di molte aziende Usa o rincari inaccettabili per i consumatori locali.
È questa la risposta emersa negli Stati Uniti alle nuove minacce di ritorsioni commerciali che stavolta potrebbero riguardare olio, vino, pasta, caffè, biscotti, dopo i dazi imposti su 47 prodotti food italiani (per un valore teorico di 117,1 milioni, se si confermasse un export da 468,5 milioni come quello registrato dall’Ice nel 2018). Dazi che, peraltro, potrebbero essere rivisti al rialzo, persino del 100%, entro metà febbraio. E non è tutto. L’estensione delle tariffe a bestseller come vino, pasta e olio d’oliva sarebbe devastante, visto che valgono quasi la metà di tutto l’export agroalimentare italiano: 2,86 miliardi nel 2018.